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giovedì 28 marzo 2013

Gli uomini veri

E' morto un uomo, un uomo di quelli veri. Aveva 24 anni e si è preso due proiettili e tante sprangate per difendere la sua ragazza. Nel mezzo della notte una bestia armata di spranga e pistola ha fatto irruzione a casa della ragazza. Dopo aver buttato giù la porta a sprangate, si è diretto verso il letto pronto a uccidere l'ennesima donna indifesa. Ma per fortuna c'era lui, il nuovo ragazzo, quello buono, forse "quello giusto". Sicuramente quello che l'ha salvata. Si è lanciato contro l'aggressore e si è fatto ammazzare per difenderla. L'aggressore probabilmente è l'ennesimo ex, l'ennesimo ex accecato dalla rabbia. L'ennesimo ex lasciato perchè era violento, perchè alzava le mani.
Questa storia ha un eroe e un cattivo, ma non ha un lieto fine. Il cattivo è ancora vivo e a piede libero. L'eroe, invece, è morto. Però questa storia ci ricorda che ci sono ancora uomini buoni, ci sono ancora uomini veri. Uomini che usano la forza per le donne e non contro le donne. Uomini che combattono contro orchi e draghi moderni per le loro principesse. Uomini che difendono la loro donna fino alla morte. Purtroppo ci ricorda anche che ci sono ancora degli orchi e dei draghi in giro. Ce ne sono tanti, troppi. Ce ne fosse anche solo uno in tutto il mondo, sarebbe comunque uno di troppo.
Io sinceramente mi sono stancata. Sono stanca di sentire di donne violentate, di donne picchiate, di donne ammazzate come animali. Sono stanca di uomini che compensano la loro fragilità emotiva con la forza fisica. Sono stanca di sentire di donne che abbassano la testa e sopportano abusi e violenza compensando la debolezza fisica con la sopportazione e la pazienza.
Vorrei che quei luridi bastardi che mettono le mani addosso alle donne capissero che le donne non sono oggetti. Le donne non sono di loro proprietà. Le donne non sono giocattolini con cui fare quello che si ha voglia. Le donne sono persone e meritano rispetto. Una donna vi ha portato nella pancia per nove mesi. Una donna vi ha allattato, vi ha nutrito, vi ha accudito quando eravate piccoli e indifesi. Adesso che siete grandi e grossi, tutto quello che dovreste fare per sdebitarvi sarebbe portare rispetto a tutta la categoria. E soprattutto evitare di usare la forza contro chi non può rispondere alla violenza con la violenza.
Inoltre vorrei che tutti quanti gli uomini che non ci rispettano, anche quelli che non alzano le mani, capissero che le donne non sono tutte puttane. Le donne non amano essere importunate per strada da complimenti indesiderati. Le donne non hanno successo solo quando aprono le gambe davanti alla persona giusta.
Si, cari superuomini, anche noi donne siamo esseri pensanti. Abbiamo delle doti e delle capacità. Possiamo pilotare aerei, trapiantare cuori, impugnare mitra, dirigere aziende. Il nostro cervello non è totalmente al servizio del nostro apparato genitale perchè abbiamo abbastanza sangue per far funzionare entrambi contemporaneamente. Quando facciamo una cosa la facciamo con il cuore ma senza spegnere il cervello. Amiamo intensamente e perdoniamo continuamente. A volte siamo persino più brave di voi a fare certi lavori, anche se questo ferisce il vostro orgoglio di maschi. E questo a voi non va proprio giù, vero? Gli uomini veri queste cose le sanno e le accettano. E soprattutto ci amano e ci stimano per questo. Tutti gli altri curano il loro orgoglio ferito facendo scorrere del sangue di donna.

mercoledì 27 febbraio 2013

La dittatura che verrà

Sorvolando sul mio odio per B, quello che più mi spaventa del risultato di queste elezioni è il successo di Grillo. La verità non è che ha perso la politica, la verità è che Grillo ha vinto. Si, perchè in Italia vince sempre  chi grida di più. La cosa buffa è che prima avevamo dei politici che facevano i comici, ora abbiamo i comici che fanno i politici. Purtroppo non ho voglia di ridere.
Sinceramente, i grillini mi fanno paura. Datemi della catastrofista e della paranoica, ma tra Grillo e Mussolini trovo più analogie che differenze. Mi fa paura il fatto che trae forza dal malcontento popolare, come i grandi dittatori. Mi fa paura il fatto che più di una volta abbia cacciato gente dal partito perchè non eseguiva gli ordini. Mi fa paura il fatto che, se si andasse a votare tra breve, prenderebbe ancora più voti. Mi fa paura il fatto che ancora non si sia capito da che parte sta, nè a destra nè a sinistra.
Capisco che il voto a Grillo sia per molti un voto di protesta. Ma a tutto c'è un limite. Avete dato il voto a uno che va in giro dicendo (o meglio urlando) che l'AIDS non esiste. Avete dato il voto a uno che li vuole mandare tutti a casa, ma intanto adesso è diventato uno di loro. Grillo è un estremista e dagli estremisti non nasce mai nulla di buono. Ma dopotutto siamo italiani e dobbiamo sempre andare oltre le tre fette per capire che è polenta, come dimostra il voto che certi continuano a dare a B.
Non so se ve ne siete accorti, ma siamo nella merda. B ci ha messo nella merda e tutti gli altri lo hanno lasciato fare. Monti ha fatto quello che ha potuto, ma noi italiani non siamo mai troppo disponibili nei confronti di chi ci promette "lacrime e sangue". E adesso? Adesso avremmo bisogno di un governo decente, ma non possiamo averlo. Siamo terreno fertile per una dittatura. Siamo a un passo dal baratro.
Se non fossi italiana, mi siederei davanti alla tv con i pop corn ad aspettare di vedere quello che succede. Se non fossi italiana, direi che questa situazione è quello che si merita il popolo italiano. Un popolo in cui la gente si affolla sotto la finestra di Corona per ricevere le mutande che lui lancia ai suoi fans. Un popolo in cui Maradona viene accolto come un dio, un dio a cui è stata dedicata una vera e propria religione. Un popolo in cui i politici si fanno rimborsare la Nutella e i lecca-lecca. Un popolo che non è in grado di apprezzare la fortuna su cui è seduto. Se non fossi italiana, a quest'ora direi che l'Italia si merita tutto ciò.
Però sono italiana. E amo l'Italia. Amo l'Italia quanto odio gli italiani. Per questo spero di sbagliarmi e di non dover mai dire "io l'avevo detto".

venerdì 28 dicembre 2012

La colpa delle donne

Ringrazio pubblicamente il parroco di Lerici per avermi ispirato questa riflessione con il suo famoso volantino. Possano bruciare tra le fiamme dell'inferno per l'eternità, lui e il suo volantino. Amen.
Ragazze, pare che sia colpa nostra. Ebbene si, il femminicidio è colpa nostra. E' colpa nostra perchè noi provochiamo. Non mi dilungherò sul fatto che mi faccia rabbrividire la parola "femminicidio". Mi dilungherò molto di più sull'analisi delle nostre colpe.
Noi provochiamo. Se andiamo in giro con i jeans attillati provochiamo, se ci mettiamo un vestito provochiamo, se ci mettiamo in costume provochiamo. In pratica per noi donne provocare e respirare sono due azioni che apparentemente svolgiamo costantemente in modo più o meno conscio. Ovviamente non dobbiamo assolutamente permetterci di dire che sono gli uomini che hanno delle turbe psichiche, che non pensano ad altro che al sesso e che sono dei porci-maniaci-bastardi-pervertiti. No, quello non si può dire.
Vorrei però far presente, a chi ancora non se ne fosse accorto, che la violenza sulle donne va molto oltre la violenza sessuale. A parte il fatto che se anche una donna andasse in giro nuda nessuno sarebbe autorizzato anche solo a sfiorarla contro la sua volontà, ma questa è solo la punta dell'iceberg. Cosa mi dite delle ragazze uccise dall'ex di turno che non accetta un no come risposta? O delle giovani musulmane che vogliono vivere "all'occidentale" e vengono letteralmente ammazzate di botte dal loro adorato paparino? E le mogli che ogni sera si prendono una mano di botte dal marito e non hanno il coraggio di denunciarlo? Le vittime degli stalker? Anche loro provocano?
Forse però è colpa nostra. Forse è colpa nostra se ci illudiamo di poter trattare con gli uomini da loro pari. Forse è colpa nostra se pretendiamo di essere considerate qualcosa di più di un giocattolino erotico usa e getta. Forse è colpa nostra se abbiamo le fette di salame sugli occhi quando siamo innamorate e non ci rendiamo conto di aver scelto un mostro come compagno di vita. Forse è colpa nostra se crediamo di avere il diritto di smettere di amare il nostro uomo senza finire ammazzate. Forse è colpa nostra se crediamo che sentirsi belle e attraenti sia un nostro diritto e non una colpa. Forse è colpa nostra se crediamo di essere libere di vivere la nostra vita come più ci piace senza essere giudicate, lapidate o picchiate a sangue. Forse è colpa nostra se crediamo di avere l'assurdo diritto di indossare ciò che ci pare e poter camminare a testa alta di notte come di giorno senza aver paura di essere seguite, stalkerate o violentate.
Forse dovremmo metterci un burqa e spendere i nostri soldi in pistole e coltelli invece che in scarpe e vestiti. Forse dovremmo smettere di cercare l'uomo perfetto e investire il nostro tempo e le nostre energie nell'addestramento di un cane da difesa. Forse dovremmo abbandonare la danza a favore delle arti marziali. O forse dovremmo continuare a combattere per un mondo migliore per noi e per le nostre figlie. E questo lo stiamo già facendo. Pagando anche con la vita, come Stefania Noce.

mercoledì 19 dicembre 2012

La verità fa male

Il genere umano non accetta la verità. Il popolo italiano ancora meno. E certi italiani non la vogliono neppure sentire. Giusto per fugare ogni dubbio, avete capito bene, anzi benissimo. Mi sto proprio riferendo a quella percentuale di italiani che odia Benigni, si indigna per le parole della Littizzetto, insulta Gramellini e vota Berlusconi.
Arriva un momento nella vita di ognuno di noi in cui si smette di essere bambini e di credere alla prima frottola che gli adulti ci propinano. A volte è un percorso interiore, altre volte c'è l'intervento dell'amichetto più sveglio, del ragazzino più grande o dell'adulto senza cuore che ti mettono davanti la realtà nuda e cruda. Babbo Natale non esiste. La Befana idem come sopra. Il Natale e l'Epifania sono solo più delle feste consumistiche. Il Principe Azzurro non esiste e tanto meno viene a salvarti dai draghi. Le principesse nel Medioevo venivano usate come merce di scambio per consolidare i regni.
Sono frasi che fanno male al bambino e alla bambina che alloggiano in ognuno di noi. Però consciamente o inconsciamente sono cose che sappiamo. Le abbiamo assimilate poco per volta e siamo cresciuti. Siamo diventati adulti. Abbiamo conquistato il diritto di votare. Abbiamo preso la patente. E abbiamo imparato a nascondere la verità a noi stessi e agli altri. Ma soprattutto abbiamo imparato a giustificare la menzogna. I bambini dicono le bugie, gli adulti sono diplomatici. Oppure fanno politica.
Poi ogni tanto arriva un adulto che apre gli occhi agli altri adulti. Prende il posto dell'amichetto sveglio e ci apre gli occhi. Però questa volta non ci dice che Babbo Natale non esiste. Ci dice che l'Italia sta andando a rotoli. Ci dice che Berlusconi ci ha raccontato un mucchio di stronzate prima e ce le sta raccontando tutt'ora. Ci dice che i politici che abbiamo votato perchè abbiamo creduto alle loro cazzate ci stanno rubando nelle tasche facendosi rimborsare la crema per il viso, i cornetti e le sigarette. Oppure arriva un adulto un po' meno diplomatico degli altri che ha il coraggio di dire pubblicamente quello che molti pensano e dicono solo sottovoce: ci siamo rotti il cazzo.
Ma la verità fa male. La prima difesa contro il dolore è il rifiuto. Poi viene la rabbia.
E così ci si indigna perchè Luciana Littizzetto ha osato dire quello che tutti pensano. Ci si indigna perchè l'ha detto sulla Rai, la Rai per cui noi paghiamo il canone. Forse mi sbaglio, ma una volta esisteva una cosa chiamata libertà di parola, probabilmente adesso non è più di moda. Ah, poi hanno anche inventato una cosa che si chiama telecomando, serve a cambiare canale se quello che c'è in TV non ti aggrada.
Ci si indigna perchè Benigni dice, ridendo e scherzando, quella che è la triste verità dell'Italia. E ci si indigna perchè prende un sacco di soldi per andare a dire stronzate sulla rete nazionale. Al momento mi sfugge quanto prendono i calciatori per tirare due calci al pallone senza avere un decimo della cultura di Benigni.
E così si finisce a votare Berlusconi perchè ci dice che toglierà l'IMU, che lo spread è un'invenzione, che possiamo mettere il nostro debito in comune con tutta l'Europa e tutta una serie di cazzate stratosferiche che però vengono percepite come soavi promesse. Vengono percepite come promesse da chi rifiuta totalmente di aprire gli occhi e vedere dove Berlusconi ci ha portato nel suo ventennio di dominio quasi incontrastato.
In fondo i politici che abbiamo sono quelli che ci meritiamo. Sono i politici che noi stessi abbiamo creato consentendo loro di intortarci con le loro bugie, con le loro promesse mai mantenute, con le loro idee malsane. E tutto questo solo perchè la verità ci ha sempre fatto troppo male. Perchè abbiamo preferito chiudere un occhio o magari tutti e due e fingere che tutto andasse bene. Abbiamo finto di non sapere che il nostro Paese stava colando a picco come il Titanic. Ci siamo crogiolati nelle promesse di tasse tolte e tasse ridotte senza pensare che quei soldi allo Stato servivano davvero. Abbiamo chiuso un occhio con tutti quelli che non ci hanno fatto lo scontrino o la fattura per avere uno sconto e non abbiamo voluto capire che se ci avessero fatto la fattura e avessero pagato le tasse anche loro, ne avremmo pagate tutti meno.
A questo punto bisogna scegliere: vogliamo continuare a credere che Babbo Natale esista o vogliamo aprire gli occhi e subire il trauma di vedere che sono mamma&papà che ci mettono i regali sotto l'albero?

lunedì 3 dicembre 2012

Un po' troppo "amici" degli animali

Cito testualmente dal Metro di giovedì 29 novembre:
La pratica è legale dal 1969 - Germania, sarà vietato il sesso con gli animali.
Il governo tedesco ha intenzione di vietare il sesso con gli animali attraverso un emendamento alla legge nazionale di tutela della fauna, ma dovrà affrontare la reazione da parte della lobby zoofila del Paese, che conta su 100 mila tedeschi.

Ho impiegato qualche giorno per metabolizzare questa notizia. Tanto per cominciare bisogna accordarsi su quale sia la notizia. Ecco tre proposte: 1.La Germania vuole vietare il sesso con gli animali; 2.Fare sesso con gli animali è legale in Germania dal 1969; 3.In Germania ci sono 100 mila tedeschi zoofili.
Sinceramente la cosa che mi sconcerta meno è la prima. Mi sembra molto assennato e molto umano decidere di impedire il sesso con gli animali. Soprattutto perchè, cito di nuovo il Metro, "la Germania è una delle ultime nazioni europee a tollerare la pratica, che è legale dal 1969". Quindi, bravi! Era ora!
Veniamo alla seconda notizia. In Germania è legale fare sesso con gli animali. Dal 1969. Bene. Che i tedeschi fossero un po' strani si sapeva, ma da un popolo così inquadrato e preciso di certo non ti aspetti un comportamento simile. Poi cosa vuol dire che è legale dal 1969? Mi volete dire che nel 1969 in Germania hanno approvato una legge che dice "Si può fare sesso con gli animali."? Ma veramente? La mia domanda è: cari crucchi, non avevate niente di più furbo su cui legiferare? Ma poi, che schifo! Gli animali non sono poi così puliti.
Comunque questa legge è stata promulgata ne '69, un periodo un po' particolare. C'era chi occupava l'università e chi abusava di un qualche animale. Voi direte "il 1969 era un sacco di tempo fa, adesso non è più così!", giusto? E invece no. A quanto pare non è così. Ci sono 100 mila tedeschi zoofili. 100 mila zoofili incazzati perchè non possono più scopare con cani, cavalli, pecore e Dio solo sa quali altri animali.
Vi riporto la seconda parte dell'articolo:
"Faremo ricorso contro questa legge" ha spiegato a Metro Michael Kiok, presidente di Zeta, gruppo di pressione degli attivisti zoofili.
- Come potete difendere la pratica del sesso con gli animali? - Non siamo persone crudeli. Consideriamo gli animali uguali alle persone e vogliamo fermare l'odio. Gli animali possono comunicare i propri bisogni e far capire se vogliono o no fare sesso con gli uomini.
- Come può fare sesso con gli animali? - E' semplice. Non bisogna andare fuori per cena. E' una normale relazione con l'animale, ti prendi cura di lui, ma non lo vuoi dominare. Vorrei che la gente capisse questo, invece c'è tanto odio intorno a noi, anche sul web. Molti di noi non reggono alla pressione e sono depressi. Alcuni si sono persino suicidati.

Ecco, parliamone. Tanto per cominciare, farei un sentito e caloroso applauso al signor Kiok per essere riuscito a rigirare la frittata talmente bene da far passare per delle vittime quelli che agli occhi di tutti sono dei carnefici. Non metto in dubbio che dal loro punto di vista tutto ciò sia una smisurata dimostrazione di affetto nei confronti degli animali, ma vorrei che capissero che il loro punto di vista è alquanto anomalo. Dopotutto, se tutti vi odiano un motivo ci sarà.
A quanto pare gli animali degli zoofili sono ben contenti di fare sesso con gli umani. Stranamente, secondo i pedofili, abusare dei bambini è una grande dimostrazione di affetto. Diciamo pure che ognuno vede ciò che vuol vedere. Personalmente, finchè non sentirò un animale parlare e dire chiaramente che vuole fare sesso con un umano, io continuerò a considerare questi soggetti dei depravati.
Voglio parlare direttamente a Mr Kiok. Ma come ti viene in mente di infilare il tuo uccello in un qualche foro non meglio specificato di un qualche animale? E soprattutto, perchè? Perchè non puoi fare sesso con gli altri esseri umani come tutte le persone normali? Come fai a dire che un animale è ben disposto nei tuoi confronti? E poi, ti accoppi indifferentemente con i maschi e con le femmine di qualsiasi specie animale sufficientemente grande? Lo sai che gli animali sono portatori di uno svariato numero di malattie? Gli animalisti non sono ancora venuti a prenderti a casa e ad appenderti per le palle? No? Peccato. Quasi quasi vengo a farlo io.

giovedì 31 maggio 2012

Non c'è mai limite al peggio

Ingenuamente pensavo che avessimo toccato il fondo con "Uomini e donne". Credevo che vedere i pretendenti e le pretendenti che si scannavano come gladiatori in un'arena per ottenere le attenzioni del belloccio e della belloccia di turno fosse già uno dei massimi esempi di degradazione umana. Invece no. È arrivata la versione over 65 dove vecchietti più adatti a una casa di riposo che a uno show televisivo si scannano peggio dei giovani (e poi sono i giovani a essere maleducati). A quel punto davvero pensavo non si potesse fare di peggio. Neanche "Velone" non arrivava a tale mostruosità. Ma ancora una volta mi sbagliavo. E così è arrivata la nuova trasmissione: "Mammoni - Chi vuole sposare mio figlio?".

Ed eccoci bombardati di pubblicità per questo programma neonato che inizierà tra circa una settimana. Ormai conosco le pubblicità a memoria. I protagonisti sono 5 ragazzi (di cui uno gay) con le loro adorate e adoranti mamme. E cosa fanno questi ragazzi? Cercano una moglie perché le madri sono stufe di averli in casa e dover fare loro da serve. Quindi in realtà cercano una nuova serva. Le pretendenti sono 8 per ciascuno (ovviamente per il ragazzo gay i pretendenti sono uomini) e vengono duramente selezionate dal ragazzo e dalla madre di turno. Alla fine sarà il mammone a decidere se lasciare il nido con la sua presunta dolce metà oppure se rimanere ancora attaccato alle gonne di mammà.

Il primo mammone è un bel fiulin laureato in scienze della comunicazione che lavora come modello. A detta di sua madre necessita di "un'anima bella, perchè non ci sta proprio con un'anima che non è trasparente" e inoltre, povero cucciolo, è sempre circondato da belle ragazze ma ha paura che lo considerino solo per il suo aspetto. Ora, non per essere cattiva, ma se tu lavori come modello non puoi lamentarti se la gente considera prima il tuo aspetto e poi eventualmente il tuo carattere. Forse se tu fossi responsabile di un ufficio di marketing, un giornalista o un fisico della NASA le persone direbbero "è anche bello oltre che intelligente e laureato". Sai com'è nella vita bisogna sapersi valorizzare. Hai scelto di valorizzare il tuo aspetto? Benissimo, non pretendere che gli altri valorizzino il tuo cervello se tu stesso l'hai messo in secondo piano.

Poi c'è il broker assicurativo. Un tizio pelato con la faccia da bamboccione. La sua mammina vorrebbe rifarsi una vita perché è giovane e probabilmente è stanca di dovergli massaggiare i piedi una sera sì e l'altra anche. A lui piace andare in discoteca e cerca sempre una ragazza solare, sincera e che sappia divertirsi. Ma bravo. Sarai anche un broker assicurativo ma non hai ancora capito che se vuoi conoscere una ragazza non è la discoteca il posto migliore? Niente di personale contro le discoteche o contro le persone che le frequentano, ma credo di non sbagliarmi se dico che non sono i posti migliori per parlare con qualcuno e capire se è l'amore della tua vita. Inoltre la mamma aggiunge che la futura sposa deve lavargli e stiratgli le camicie. Mammina, lo sai che esistono le colf? Perché non gliene assumi una e lo cacci di casa con un calcio nel deretano?

Veniamo al ragazzo gay. Lui è un ballerino professionista con la faccia un po' da pirla e dei capelli da galleria del vento. Ha avuto un momento difficile nel confessare la sua omosessualità, ma a detta della mamma non è stato un problema per i genitori. Adesso lui cerca un "amore fuori dai cliché e stimolante sotto vari aspetti". La mamma però lo zittisce e dice che l'uomo in questione deve essere onesto, serio e colto. Ma si, tutto sommato sono la coppia madre-figlio più sana di mente.

Un altro concorrente è un tizio carino con la barba nera di cui non ricordo la professione. Lui ha "qualche difettuccio" a detta della sua mammina. I difettucci consistono nel lasciare le cose in giro, nel non muovere un dito in casa e nel pretendere la "premuta d'arancia" dalla sua mamma. Cocco, la "premuta d'arancia" te la puoi anche fare da solo, sai? Ti assicuro che nessuno è mai morto usando uno spremiagrumi!

Dulcis in fundo c'è il mio preferito. Un tizio ricciolino con le movenze di un tacchino che viene trattato dalla sua adorata mamma come un principe. La mamma è una signora distinta di altri tempi che ammette che "al giorno d'oggi non ce ne sono più di donne come lei". L'importante è esserne consapevoli, signora. Ha proprio ragione, al giorno d'oggi non si usa più fare da servetta al proprio marito. Lui sa che "sarà difficile trovare una donna così, ma se ci riuscirà sarà per tutta la vita". Per Dio! È meglio ammazzare qualcuno, almeno l'ergastolo dura solo 30 anni!

Insomma, questo programma mette in mostra il classico cliché del figlio mammone con la mamma che mette becco nelle sue possibili relazioni amorose. Bello. Complimenti, davvero.

Vorrei fare un appello. Ragazze, ragazze di tutta Italia, per favore rifiutatevi. Ormai è tardi perché hanno già trovato delle aspiranti serve, ma spero che il mio appello serva per il futuro. Vi prego, rifiutatevi di diventare la seconda mamma di vostro marito. Metteteli in riga sti bamboccioni! Non siamo più nel 1800. Non buttate via tutto il lavoro delle femministe! Non riducetevi a fare da cameriera e da concubina del vostro marito-principe. Tirategli un calcio dove non batte il sole e fatelo collaborare invece di servirlo e riverirlo.

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martedì 21 febbraio 2012

La farfalla dello scandalo

"Ne parlino bene, ne parlino male, basta che ne parlino". Direi che è la frase che più si addice alla nostra cara Belen. Non sa più cosa fare per far parlare di sè. Prima il video, poi la notizia che era incinta, poi il presunto aborto spontaneo. Poi c'è stato San Remo che prima le ha permesso di mostrare le tette a causa del vestito troppo largo (perchè l'ha rubato a Ivanka approfittando della sua cervicalgia) e poi di mostrare la farfalla a causa dello spacco troppo lungo. La Canalis ha subito voluto precisare che le mutande Belen ce le aveva. Beh certo, ora che so che lei aveva le mutande cucite al vestito la mia vita ha finalmente trovato un senso! Ma cosa me ne frega se hai le mutande o no sotto quel benedetto vestito? Sei ridicola comunque. E la mia non è invidia. Anch'io ho sono alta 1.75 e ho le gambe lunghe. E comunque l'inguine ce l'abbiamo tutte uguali, sai tesoro? Solo che non tutte lo mettono in mostra.
Il Ministro Fornero si è sentita offesa come donna. Io mi permetto di dissentire. Premetto che ho la massima stima per la Fornero e che penso di valere tanto quanto la sua unghia del mignolo del piede a confronto, ma secondo me stavolta si è sbagliata. Non credo che le donne vengano maltrattate in Tv. E non credo che debba sentirsi offesa perchè una si mette nuda sul palco dell'Ariston. Tanto per cominciare Belen e la Fornero hanno in comune forse giusto il fatto che entrambe appartengono al genere femminile. Per il resto direi che sono totalmente diverse. A cominciare dal fatto che la Fornero passerà alla storia come Ministro del Governo Monti, mentre della farfalla di Belen si dimenticheranno tutti tra 1 mese. E di Belen si dimenticheranno tutti tra un paio d'anni, quando arriverà una nuova strafiga da qualche parte del globo a spodestarla dal suo posto in cima ai desideri erotici degli italiani.
Non credo che le donne vengano maltrattate in Tv. Credo che le donne vendano il loro corpo di loro spontanea volontà nel mondo dello spettacolo. Non c'è nessuno che ti punta una pistola alla testa e ti dice di metterti un vestito del genere. Sei tu che decidi, liberamente, di spogliarti il più possibile per combattere questa guerra all'ultima mutanda per rimanere a galla nel mondo dello spettacolo. Dopotutto c'è chi punta sul corpo e chi sulla mente. Nella vita si fanno delle scelte.
Ieri qualcuno a Porta a Porta ha detto che non è possibile fare una trasmissione in cui le donne puntano solo sulla loro creatività e non sul loro corpo. Purtroppo è vero. Ma è vero per una sola e triste ragione: una donna è in grado di apprezzare una trasmissione in cui il conduttore non è uno strafigo, mentre la maggior parte degli uomini ha bisogno che a condurre una trasmissione ci sia una che gli faccia tirare su l'uccello. Dobbiamo forse sentirci offese perchè ragioniamo con un organo diverso da quello con cui ragionano gli uomini? O dobbiamo forse dispiacerci perchè le donne che usano il loro corpo per arrivare da qualche parte poi vengono buttate via come delle scarpe vecchie quando non sono più perfette? L'hanno voluto loro.

giovedì 26 gennaio 2012

Il turismo dell'orrore

Hanno affollato la via di fronte alla casa dello Zio Michele, sono andati in pellegrinaggio a Cogne, hanno fatto una puntatina a Brembate per vedere i luoghi dove ha vissuto la povera Yara e ora i turisti dell'orrore non potevano esimersi dall'imbarcarsi sul primo traghetto diretto all'Isola del Giglio per vedere la Costa Concordia ribaltata.
Io non ho veramente più parole, solo insulti. Non bastavano i giornalisti che nel bel mezzo delle catastrofi andavano dai sopravvissuti con un microfono in mano a chiedere "come si sente?". Ora ci si mettono pure gli uomini qualunque, i curiosi di professione, le perfette rappresentazioni dell'italiano medio, a metà tra il vecchio di paese e il viaggiatore incallito. Una volta i curiosi si limitavano ad affollare le strade per osservare, con le mani rigorosamente dietro la schiena, i piccoli incidenti o i piccoli lavori in corso che movimentavano il paesino o la cittadina di turno. Il vecchietto caduto dalla bici, il tamponamento in un incrocio, gli operai al lavoro per riasfaltare la strada erano emozioni sufficienti per il classico provincialotto che non avendo nulla da fare si fermava ad osservare e a pontificare su cosa e come si dovesse fare. Ma ormai siamo nell'era della globalizzazione, il mondo è un unico grande Paese e l'Italia una delle tante province. Ed ecco che è nato questo turismo della catastrofe, il pellegrinaggio del noir, il tour del crimine.
Se già può essere estremamente triste, oltre che inutile, andare a vedere da fuori la casa di Sarah Scazzi e quella dello Zio Michè, intasare le strade dell'Isola del Giglio quando i soccorsi sono ancora all'opera è veramente di cattivo gusto. La cosa che mi sconvolge è la faccia tosta di queste persone. Quando le strade di Avetrana si sono riempite di persone provenienti da ogni parte del nostro Bel Paese i giornalisti sono andati a intervistarli per capire chi fossero e da dove venissero. Ovviamente erano persone che in quel momento non avevano altro da fare di più importante, ma soprattutto venivano da posti anche abbastanza lontani. Uno dalle Marche, un altro dalla Calabria. Ma ti senti normale a fare 4 o 5 ore di macchina per vedere l'esterno di una casa in cui si è compiuto un omicidio? Cosa speri, che i RIS ti chiedano di aiutarli a risolvere il caso? Vuoi controllare che il plastico di Vespa sia una riproduzione abbastanza fedele della scena del crimine?
Questa volta, però, hanno superato loro stessi. Domenica sono arrivati sull'Isola del Giglio traghetti pieni di persone che appena sbarcati sull'isola hanno subito comprato il biglietto di ritorno perchè il loro obiettivo non era una breve vacanza, no! Loro volevano solo vedere la nave ribaltata, fare qualche foto e poi tornare a casa. I giornalisti del Tg5 hanno intervistato alcuni di questi soggetti. Qualcuno ritrovando un po' di pudore ha evitato le domande allontanandosi, qualcuno si è concesso alle telecamere qualificandosi per il Nobel dell'idiozia. Vi riporto a grandi linee il dialogo tra un giornalista e un curioso mandato in onda subito dopo un servizio in cui si diceva che la nave aveva ricominciato a muoversi.
G: "Lei è un turista? Come mai è qui?"
C: "Eh si, volevamo vedere la nave.."
G: "Ma non crede che qui possiate intralciare i soccorsi, occupando la strada?" (notare che il curioso in questione era a capo di un gruppetto di 6 o 7 persone)
C: "No no! Non diamo mica fastidio.."
G: "Ma come? Ci sono i soccorritori all'opera e voi comunque occupate le strade.."
C: "Ma no, ormai quello che dovevano fare l'hanno fatto, non intralciamo" (per la cronaca, ci sono ancora 19 dispersi)
G: "E se la nave ricomincia a muoversi? Non crede che possa essere pericoloso?"
C: "Ma figuriamoci! La nave è appoggiata su una roccia, non la muove neanche il terremoto!"
Io sono rimasta basita. Ma stiamo scherzando? Sono morte 13 persone, ci sono 19 dispersi, si rischia il disastro ambientale per i detersivi e il carburante, la nave si sta muovendo e voi non avete niente di meglio da fare che affollarvi a fare foto e video? Va bene la curiosità, ma questa è totale mancanza di rispetto per la vita umana.

sabato 5 novembre 2011

Lavaggio del cervello

Oggi parliamo di aborto. O meglio, di lavaggi del cervello contro l'aborto. Questo non è il luogo adatto a discutere del solito quesito riguardo agli embrioni (vita o non vita?) e io non ho intenzione di fare della propaganda pro o contro aborto. Mi limiterò a esprimere il mio personalissimo punto di vista (condivisibile o meno che esso sia) e a fare un po' di sana divulgazione dell'informazione, dato che spesso certe cose vengono fatte sotto il nostro naso senza che noi ce ne accorgiamo.
Partiamo dalla mia opinione personale. Sono contraria all'aborto? No. Sono favorevole? Dipende. Innanzitutto credo che prendere una decisione in una situazione così delicata sia una cosa alquanto complicata. Tanto per cominciare, bisognerebbe trovarsi dentro alla situazione per poter dire "io farei così", piuttosto che "io credo si debba fare cosà". Sicuramente un uomo (sia esso un medico, il padre o un prete) non è in grado di capire cosa prova una donna incinta. E credo che neanche una donna che non abbia mai avuto figli lo possa sapere. La vita delle donne, si sa, è regolata dagli ormoni. Ormoni che salgono e scendono ogni mese per buona parte della nostra vita e per quanto possiamo cercare di essere obiettive e razionali, contro gli ormoni raramente ce l'abbiamo vinta. Gli ormoni ti fanno sclerare durante il ciclo e sempre gli ormoni ti fanno venire la depressione post-partum. Quindi, tanto per cominciare, non si deve mai sottovalutare il fatto che una donna incinta, soprattutto nei primi mesi, sta subendo uno sconvolgimento ormonale e questo la rende più vulnerabile.
L'embrione è vita? Ni. Ha un cuore, ha un cervello in via di sviluppo, ha un corpicino abbozzato, ma non è indipendente. Dipende totalmente dalla mamma. In ogni caso, vita o non vita, l'aborto è legale. C'è stato un referendum e così il popolo si è espresso. Fine della storia. Con questo non voglio dire che sono favorevole all'aborto in ogni caso, ma credo che ogni donna sia libera di prendere questa decisione secondo quello che le dice la sua coscienza.
Ma ora veniamo al motivo che mi ha condotto a parlare di aborto. Conoscete il Movimento per la Vita? E' un movimento di volontari che svolgono una continua crociata contro l'aborto. Queste persone sono convinte che l'aborto sia un omicidio e fanno di tutto per convincere le donne a non abortire: mettono a disposizione delle case di accoglienza per le ragazze madri, danno contributi in denaro alle donne affinchè non abortiscano, vanno a casa delle donne per convincerle a non abortire, hanno un numero verde per le mamme sul punto di abortire, eccetera. Ecco, come il Movimento per la Vita, esistono altre associazioni e centri che svolgono funzioni simili. Qual è il problema? Il problema è che la Regione Piemonte ha presentato una proposta di legge regionale per inserire all'interno dei consultori questi centri (ovviamente stanziando anche dei fondi ad hoc).
Nei primi articoli della proposta si legge che la Regione Piemonte tutela i diritti della famiglia, del feto, dell'embrione e dei figli fin dal loro concepimento. Belle parole, ma perchè la donna non è nominata? I suoi diritti chi li tutela? E pensare che la prima firmataria di questa proposta è una donna!
Ma andiamo al punto chiave della questione. Per farla breve, cosa succederebbe se questa legge venisse approvata? Succederebbe che nei consultori le donne incinte che vogliono abortire non verrebbero accolte da un Ginecologo ed eventualmente da uno Psicologo, ma verrebbero accolte da un Bioeticista, da dei volontari del Movimento per la Vita e da consulenti vari. A cosa servirebbero tutte queste figure? A inserire la donna (da sola o, al massimo, con il padre del bambino) in un percorso che, in parole povere, servirebbe a farle il lavaggio del cervello per farle cambiare idea. Ora, io credo proprio che qualunque Ginecologo in un consultorio informi la sua paziente sulle alternative all'aborto, come ad esempio l'adozione. Che bisogno c'è di far intervenire queste altre persone? E' come mettere un prete all'entrata di un sexy shop!
Quello che più mi ha lasciato senza parole di tutta la proposta è stato il punto in cui si dice chiaramente che si provvederà ad allontanare dalla donna i famigliari che la influenzino negativamente. Ma che cosa diavolo vuol dire?? Avete paura che il lavaggio del cervello non funzioni abbastanza bene se la donna è circondata dai suoi famigliari? Avete paura che una donna non sia in grado di pensare con la propria testa? Se arriva una ragazzina di 16 anni incinta e sua madre le consiglia di abortire voi fate allontanare la madre della ragazza? Ma stiamo scherzando?!

domenica 23 ottobre 2011

Nascere in diretta..che squallore!

L'ospedale Santo Spirito di Roma è rimasto semi-bloccato e nel disagio per un giorno e mezzo per permettere agli spettatori di Pomeriggio Cinque di assistere in diretta alla nascita del figlio di una starlette. Ma partiamo dall'inizio.
L'anno scorso al Grande Fratello ha partecipato una certa Guendalina, madre di una bambina di 6 anni. Durante il suo periodo di permanenza nella casa, il pubblico ha avuto modo di conoscere il suo ex Remo, padre della bambina. Il suddetto Remo, campione di finezza e riservatezza, ha partecipato più volte a Pomeriggio Cinque e una di queste volte lui e la sua nuova fiamma, una ex concorrente di un'altra edizione del GF, hanno annunciato al mondo di aspettare un bambino, sventolando in diretta il test di gravidanza. Urla e strepiti di Guendalina nella casa quando è venuta a sapere del lieto evento. Titoli e titoloni sui giornali di gossip. Puntate e puntate di Pomeriggio Cinque per seguire la nuova love story: ci sposiamo, non ci sposiamo più, ci siamo lasciati, siamo tornati insieme, ecc. Una versione popolare e squallida di Beautiful.
Lo squallore, però, ha raggiunto l'apice la scorsa settimana, quando Pomeriggio Cinque ha invaso l'ospedale per assistere alla nascita in diretta. I pazienti e il personale medico-sanitario sono stati nel disagio per un giorno e mezzo. E non perchè c'era il Papa ricoverato, o il Presidente della Repubblica, no! Per una "ex gieffina"!
I medici si sono lamentati (io avrei accoltellato qualcuno, ma si sa che non sono diplomatica), però chi di dovere ha detto che è stata una buona pubblicità per l'ospedale. Infatti poco dopo la trasmissione il centralino dell'ospedale è stato bombardato dalle telefonate per informarsi sui servizi offerti per le nascite. Perfetto. Adesso anche la sanità pubblica è diventato un business. Io propongo di fare delle offerte come al supermercato. Cosa ne dite del 3x2? Ad esempio, 2 ernie e un'appendicectomia nello stesso intervento? Oppure, se partorisci qui ti regaliamo una tutina e un pacco di pannolini? Parto+filmino a soli 99,99 euro? Business is business..bisogna attrezzarsi!

domenica 16 ottobre 2011

Bastardi

Ecco un'altra piccola goccia nell'oceano della bastardaggine maschile. Quando ho sentito parlare di un "video porno di Belen" ho pensato a un VERO porno, in cui lei era stata pagata per fare sesso con qualcuno. Dato che la curiosità è donna ho fatto una ricerca veloce veloce per sapere di più. Ho subito trovato un articolo che spiegava la triste storia di quel video e mi è salito il nervoso alle stelle.
Si da il caso, per chi non lo sapesse, che il video è stato girato dall'ex-fidanzato argentino di Belen quando lei era una ragazza poco più che maggiorenne e un'emerita sconosciuta. Quando Belen da sconosciuta ragazza argentina è diventata una nota showgirl italiana il bastardo non ha potuto esimersi dal vendere il video a qualcuno che lo divulgasse. E qui entra in gioco Corona che, trasformandosi in un Principe Azzurro dei giorni nostri combatte contro il drago per salvare l'onore della sua amata. Ovviamente non ha combattuto con una spada, ma a suon di quattrini cercando di comprare il video. L'avidità e la bastardaggine umana, però, non hanno limiti e il video è stato divulgato e il web è impazzito.
La povera Belen si è stuprata nella sua intimità. Come darle torto? Premetto che non provo nè stima nè ammirazione per le showgirl e lei in particolare non mi sta neanche particolarmente simpatica, ma la solidarietà femminile viene prima di tutto. Se lei avesse fatto questo video quando era già famosa, qualcuno avrebbe potuto dire "Beh, se l'è cercata.." ma non è questo il caso. Non credo sia una colpa accontentare il proprio ragazzo e consentirgli di filmare un rapporto sessuale. Io personalmente lo trovo squallido, ma i gusti sono gusti. Credo però che sia una grande ed enorme colpa divulgare un video del genere solo perchè la tua ex-ragazza è diventata famosa e tu vuoi rovinarle la vita e la reputazione. Non me la sento neanche di incolpare tutti gli uomini che sul web l'hanno visto questo maledetto video. Dopotutto sono uomini ed è ovvio che siano interessati a queste cose. L'unico che prenderei a ceffoni è quel grandissimo bastardo che l'ha divulgato perchè certe cose non dovrebbero succedere. Peccato che succedano spesso e, comunque, sempre e solo a noi donne.

martedì 3 maggio 2011

Lo Sceicco del Terrore

E' morto. Una pallottola in testa durante un blitz di poco più di un quarto d'ora. Bin Laden è morto e giace sul fondo del mare. Una folla di Americani ha festeggiato davanti alla Casa Bianca e al Ground Zero. "Il mondo oggi è un posto migliore" ha detto orgoglioso e raggiante Obama. "Aumenteremo la sicurezza negli aeroporti e ovunque sventoli una bandiera a stelle e strisce" hanno detto tutti gli altri.
Anche questa volta, come tutte le volte in cui gli Americani fanno qualcosa, restano molte domande. E' davvero morto? L'hanno davvero preso? Perchè hanno buttato il cadavere in mare? Ora che Bin Laden non c'è più, il mondo è davvero più sicuro? Può la morte di un uomo ormai vecchio rendere inerte tutta Al Qaeda? Quanto si può davvero gioire per la morte di un uomo che è solo la punta dell'iceberg del terrorismo?
Se devo essere sincera, la morte di Bin Laden non mi tocca. Non credo che la sua morte possa cancellare le migliaia di vittime del terrorismo. Non credo che i suoi seguaci saranno contenti e come minimo cercheranno di farci sapere che loro ci sono ancora e sono pronti a far saltare in aria qualcosa per dimostrarlo. A che pro uccidere lo sceicco del terrore? Un omino magro e barbuto con un asciugamano in testa di cui non si sapeva più nulla? Ma all'America faceva paura Bin Laden o ciò che quell'uomo rappresentava?
"Dove fanno il deserto lo chiamano pace" diceva Tacito a proposito dei Romani con le loro mire espansonistiche e credo che questa affermazione sia tutt'ora molto attuale se riferita agli Americani.

domenica 20 marzo 2011

Odissea all'alba

Un nome poetico per un'operazione che con la poesia ha ben poco in comune. Quanto sono adorabili gli americani? Loro devono dare un nome a ogni loro azione. E il nome deve essere il più pittoresco possibile. Che cosa vorrà poi dire "Odissea all'alba"? L'Odissea narra del viaggio di Ulisse, non di 110 missili sparati a migliaia di chilometri. Sperando, oltretutto, che i missili abbiano fatto la strada giusta e non abbiano vagato per ore come ha fatto il buon Ulisse per la bellezza di 10 anni. E poi perchè "all'alba"? L'alba di che nazione? Con che fuso orario? All'alba di Washington o di Tripoli?
Però che teneri francesi, inglesi e americani! Hanno fatto una rimpatriata dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tenerissimi, ma non potevate fare una cena tra amici? Va beh, ma si vedeva che i francesi avevano voglia di far andar le mani. C'era Sarko già con il ditino sopra al pulsante come i concorrenti dei quiz televisivi, pronto ad attaccare il buon Gheddafi. Eh si, il buon Gheddafi che continua a fare il galletto e non ha capito che se non la pianta è la volta buona che lo spianano riducendo la Libia a un colabrodo. A proposito di Second World War, il Ghedda ha detto "farete la fine di Hitler e di Mussolini". Ecco, bravo. Butta benzina sul fuoco. Guarda che Hillary mica scherza. Tu credi che sia cretina e incapace perchè è una donna, ma quella è una donna con le palle più grosse delle tue. Se le fai girare ancora un po' i coglioni viene direttamente lei a prenderti a borsettate nelle parti basse.
Spero solo che si riesca a mandare via quel buffone il prima possibile e con il minor numero possibile di vittime innocenti. Sarebbe davvero bello riuscire a eliminare un'altra dittatura. Da donna a donna: Hillary, fai un buon lavoro e fai vedere a quel clown e al resto del mondo che in Occidente le donne non sono solo degli oggetti da pubblicità.

martedì 22 febbraio 2011

Gli amici di Silvio

Avete presente quando i genitori dicono ai loro figli di evitare le cattive compagnie? Ecco, probabilmente al buon Silvio nessuno l'ha mai detto. Tralasciando le sue amicizie femminili di dubbia provenienza, vogliamo parlare dei Capi di Stato con cui ha avuto più rapporti?
Di certo non è nelle grazie della Regina d'Inghilterra che l'ha anche rimproverato durante la sua visita a Buckingham Palace perchè stava schiamazzando per chiamare "Mr Obama". E forse neanche Mr Obama (come lo chiama lui) avrà gradito la battutina sulla sua "abbronzatura". No, il Silvio ha ben altre amicizie. Lui era amico di Bush. Bush il guerrafondaio. Poi era amico di Mubarack. Mubarack lo zio di Ruby. Ma scusate, se Mubarack è egiziano e Ruby marocchina, come fanno a essere parenti?! Non dimentichiamo l'amicizia con Putin. Putin il comunista. Ma non era il Silvio quello che odiava i comunisti?! E poi, dulcis in fundo, lui è amico di Gheddafi. Gheddafi il clown. Ma l'avete visto come si concia per andare in giro?
Vi ricordate quando il buon Gheddafi è venuto in Italia? Un circo. I cavalli che spargevano letame per le strade di Roma, lui che insegnava il Corano alle ragazze, le ragazze che si convertivano. Uno show. Gheddafi Italian Show. Vi ricordo che il Rais, proprio durante la sua visita, ha dichiarato: "Da noi in Libia le donne sono più rispettate che in Occidente e negli Stati Uniti". Adesso non esageriamo. Sono io la prima ad ammettere che c'è ancora molto da fare prima che le donne vengano trattate in modo giusto in tutto il mondo, Occidente compreso, ma che i libici e i musulmani in generale abbiano così tanto rispetto della donna non mi sembra. E' rispetto mandare tua moglie coperta dalla testa ai piedi con il burqua? E' rispetto punire l'adulterio della moglie, ma consentire al marito di avere più di una donna?
In ogni caso il grande rispetto che Gheddafi prova nei confronti del genere umano lo sta dimostrando proprio in queste ore. Ognuno il rispetto lo dimostra a modo suo, no? Beh, lui lo dimostra con gli aerei che bombardano la popolazione. Uomini, donne, bambini, vecchi, giovani, per lui sono tutti uguali. Infatti chiunque può essere colpito da una bomba. Se non è parità dei diritti questa!
Ancora una volta ringraziamo il Silvio per le sue amicizie. Grazie alla sua amicizia con Gheddafi, la Libia ha potuto investire in diverse aziende italiane (tra cui Unicredit, FIAT e Eni) e così ieri la borsa italiana è andata giù. Ovviamente molto più giù di tutte le altre borse europee. Ancora una volta possiamo dire "Grazie Silvio".

lunedì 21 febbraio 2011

Il paese dei perditempo

Tutti sanno che noi italiani siamo campioni nel perdere tempo a causa della burocrazia. Ovviamente abbiamo imparato a convivere con queste perdite di tempo e non ci arrabbiamo quasi più. Quando abbiamo bisogno di un documento, di un permesso o di qualsiasi altra cosa ci armiamo di pazienza e cerchiamo di non lasciarci prendere dal nervoso. Ma se riusciamo a pazientare per avere la residenza o per rifare la carta d'identità, cosa diciamo se a perdere del tempo è il medico che deve gestire il nostro infarto?
Normalmente, quando un poveretto ha un attacco di cuore, si chiama il 118. Sull'ambulanza il medico e l'infermiere fanno l'elettrocardiogramma, diagnosticano l'infarto e iniziano la cura, mentre l'ambulanza si dirige nel centro specializzato più vicino. Nei posti più avanzati (ad esempio la Sardegna), l'elettrocardiogramma viene addirittura inviato via radio all'ospedale che riceverà il paziente per permettere ai medici competenti di prepararsi e per evitare al malato di passare dall'accettazione del pronto soccorso.
La novità è che nella provincia di Alessandria (e non so in quali altri posti, dato che la notizia arriva dalle pagine della cronaca locale della Stampa) ora si dovrebbe procedere diversamente. Una volta che l'infartuato è arrivato sull'ambulanza e gli è stato fatto l'elettrocardiogramma per diagnosticargli l'infarto, il medico e l'infermiere devono sospendere qualsiasi trattamento per compilare una cartella di 33 pagine contenente 69 domande. Questa cartella deve poi essere inviata insieme all'elettrocardiogramma a un centro, dove un cardiologo esaminando il tutto indica all'ambulanza in che ospedale andare. I medici del 118, ovviamente, sono insorti e si rifiutano di attivare questa procedura.
Non metto in dubbio che la mente eccelsa che ha ideato questa procedura fosse armata delle migliori intenzioni e non metto in dubbio che a livello teorico questo metodo dovrebbe abbassare i costi e migliorare il servizio fornito. Il problema è che durante un infarto il tempo è prezioso. Ogni minuto che passa una piccola parte di cuore muore per l'assenza di ossigeno e il muscolo cardiaco non si rigenera. Questo significa che, mentre il medico sta compilando le 69 utilissime domande, il malcapitato potrebbe subire dei danni permanenti al cuore o addirittura lasciarci le penne. L'unica cosa che posso ancora dire è che spero che questo sistema venga migliorato il prima possibile.

venerdì 18 febbraio 2011

Donne..du du du..

Noi donne non siamo tutte uguali. Non siamo uguali nell'aspetto e tanto meno per il carattere. Però ci sono donne che attirano l'attenzione dell'opinione pubblica e fanno pensare a certi uomini che noi donne siamo tutte così. Non siamo tutte così. Non siamo tutte disposte ad andare con un ultra-settantenne per soldi. Non siamo tutte disposte a posare nude per un calendario. Non siamo tutte belle e non siamo tutte oche.
La settimana scorsa un simpatico 70enne di Arcore è stato intervistato all'uscita dalla Messa della domenica da un'inviata di Annozero. L'inviata in questione era una giovane donna attorno ai 25 anni di bell'aspetto e ha intervistato il simpatico 70enne chiedendogli un parere sulle vicende del nostro amato Premier. Questo signore le ha risposte che si, lui lo invidia il Silvio che pur essendo un suo coetaneo può permettersi di andare a letto con delle ragazze di 20 anni. Poi ha aggiunto che se anche lui avesse tutti quei soldi pagherebbe delle giovani ragazze per portarsele a letto. L'inviata era basita e gli ha detto "Ma come?? Le sembra giusto?? Una 20enne con un uomo di più di 70 anni??". Il simpaticone le ha risposto "Certo! Perchè, lei non lo farebbe per soldi?" e quando lei gli ha detto "Assolutamente no!" lui ha ribattuto "Si, dicono tutte così, però poi..".
Ecco. Quel simpatico nonnetto deve ringraziare il fatto che questa cosa non l'ha detta a una irascibile come la sottoscritta perchè io gli avrei spaccato il microfono sulla testa. Ma come ti permetti? Dai della puttana a una donna senza neanche conoscerla solo perchè "dicono tutte così"? Ma tutte chi? Solo perchè una manciata di oche partecipa ai festini del Premier non significa che tutte le donne italiane siano così. Ci sono donne che hanno ancora un po' di dignità.
Il problema è che il mondo è ancora troppo maschilista. Le donne non sanno guidare, le donne non possono saper pilotare un aereo dato che già hanno dei problemi con una macchina, le donne non hanno la stoffa per fare certi lavori, le donne qui, le donne là. E basta! Smettiamola! Ci sono donne che sanno guidare e donne che non ne sono capaci. Ci sono donne che pilotano i caccia e donne che guidano i pullman. Ci sono donne che la danno via come niente e donne che non te la danno neanche se piangi in greco. Ci sono donne che salvano le vite umane e donne che vanno in guerra.
Invece di scendere in piazza, dovremmo provare un giorno a scioperare. Tutte, dalla prima all'ultima. Dalla casalinga alla prostituta, dal medico alla giornalista, dalla maestra alla panettiera, dalla colf alla benzinaia, dall'infermiera alla tassista. Così magari certi uomini si accorgeranno che se il mondo va avanti è anche merito nostro e che non siamo solo degli oggetti creati per sfogare i loro desideri sessuali e per attirare la loro attenzione sui cartelloni pubblicitari.

giovedì 17 febbraio 2011

Sacrifici..e che sacrifici!

Qualche giorno fa "qualcuno" ha dichiarato: "Sono un ricco signore che potrebbe dedicare la sua vita a costruire ospedali per bambini nel mondo e invece mi sacrifico per il Paese". Perfetto. Analizziamo la frase. Ricco lo è di sicuro, siamo tutti d'accordo? Benissimo. Ed è anche un signore. Ma veniamo alla seconda parte. Vorrei che qualcuno mi spiegasse due cose.
Punto A. Dato che ormai questo "qualcuno" ha una certa età di sicuro nessuno pretende che lui si metta la bandana in testa (ve lo ricordate com'era carino con la bandana?) e vada in Africa a fare il muratore per costruire ospedali. Quindi dovrebbe semplicemente firmare degli assegni e pagare qualcuno che vada a costruire materialmente questi benedetti ospedali. Cosa glielo impedisce? Se ha tempo per i festini ha tempo anche per firmare degli assegni, no?
Punto B. Esattamente chi gli ha chiesto di sacrificarsi per il Paese? Poi chissà che sacrificio! Con quello che prende di stipendio!
Io mi sento in dovere di dare un consiglio a questo "qualcuno". Perchè non ti dimetti e ti dedichi di giorno a costruire ospedali e di notte al Bunga Bunga? In fondo sappiamo che ti piace aiutare le persone in difficoltà.  Ti assicuro che nessuno ti infastidirà più per questioni di moralità e di abuso di potere, a patto che tu non vada a letto con le minorenni, perchè quello è reato per tutti, politici e non. Un'ultima cosa: i bambini (soprattutto quelli malati) non li nominare più, non mi sembra il caso.