giovedì 26 gennaio 2012

Il turismo dell'orrore

Hanno affollato la via di fronte alla casa dello Zio Michele, sono andati in pellegrinaggio a Cogne, hanno fatto una puntatina a Brembate per vedere i luoghi dove ha vissuto la povera Yara e ora i turisti dell'orrore non potevano esimersi dall'imbarcarsi sul primo traghetto diretto all'Isola del Giglio per vedere la Costa Concordia ribaltata.
Io non ho veramente più parole, solo insulti. Non bastavano i giornalisti che nel bel mezzo delle catastrofi andavano dai sopravvissuti con un microfono in mano a chiedere "come si sente?". Ora ci si mettono pure gli uomini qualunque, i curiosi di professione, le perfette rappresentazioni dell'italiano medio, a metà tra il vecchio di paese e il viaggiatore incallito. Una volta i curiosi si limitavano ad affollare le strade per osservare, con le mani rigorosamente dietro la schiena, i piccoli incidenti o i piccoli lavori in corso che movimentavano il paesino o la cittadina di turno. Il vecchietto caduto dalla bici, il tamponamento in un incrocio, gli operai al lavoro per riasfaltare la strada erano emozioni sufficienti per il classico provincialotto che non avendo nulla da fare si fermava ad osservare e a pontificare su cosa e come si dovesse fare. Ma ormai siamo nell'era della globalizzazione, il mondo è un unico grande Paese e l'Italia una delle tante province. Ed ecco che è nato questo turismo della catastrofe, il pellegrinaggio del noir, il tour del crimine.
Se già può essere estremamente triste, oltre che inutile, andare a vedere da fuori la casa di Sarah Scazzi e quella dello Zio Michè, intasare le strade dell'Isola del Giglio quando i soccorsi sono ancora all'opera è veramente di cattivo gusto. La cosa che mi sconvolge è la faccia tosta di queste persone. Quando le strade di Avetrana si sono riempite di persone provenienti da ogni parte del nostro Bel Paese i giornalisti sono andati a intervistarli per capire chi fossero e da dove venissero. Ovviamente erano persone che in quel momento non avevano altro da fare di più importante, ma soprattutto venivano da posti anche abbastanza lontani. Uno dalle Marche, un altro dalla Calabria. Ma ti senti normale a fare 4 o 5 ore di macchina per vedere l'esterno di una casa in cui si è compiuto un omicidio? Cosa speri, che i RIS ti chiedano di aiutarli a risolvere il caso? Vuoi controllare che il plastico di Vespa sia una riproduzione abbastanza fedele della scena del crimine?
Questa volta, però, hanno superato loro stessi. Domenica sono arrivati sull'Isola del Giglio traghetti pieni di persone che appena sbarcati sull'isola hanno subito comprato il biglietto di ritorno perchè il loro obiettivo non era una breve vacanza, no! Loro volevano solo vedere la nave ribaltata, fare qualche foto e poi tornare a casa. I giornalisti del Tg5 hanno intervistato alcuni di questi soggetti. Qualcuno ritrovando un po' di pudore ha evitato le domande allontanandosi, qualcuno si è concesso alle telecamere qualificandosi per il Nobel dell'idiozia. Vi riporto a grandi linee il dialogo tra un giornalista e un curioso mandato in onda subito dopo un servizio in cui si diceva che la nave aveva ricominciato a muoversi.
G: "Lei è un turista? Come mai è qui?"
C: "Eh si, volevamo vedere la nave.."
G: "Ma non crede che qui possiate intralciare i soccorsi, occupando la strada?" (notare che il curioso in questione era a capo di un gruppetto di 6 o 7 persone)
C: "No no! Non diamo mica fastidio.."
G: "Ma come? Ci sono i soccorritori all'opera e voi comunque occupate le strade.."
C: "Ma no, ormai quello che dovevano fare l'hanno fatto, non intralciamo" (per la cronaca, ci sono ancora 19 dispersi)
G: "E se la nave ricomincia a muoversi? Non crede che possa essere pericoloso?"
C: "Ma figuriamoci! La nave è appoggiata su una roccia, non la muove neanche il terremoto!"
Io sono rimasta basita. Ma stiamo scherzando? Sono morte 13 persone, ci sono 19 dispersi, si rischia il disastro ambientale per i detersivi e il carburante, la nave si sta muovendo e voi non avete niente di meglio da fare che affollarvi a fare foto e video? Va bene la curiosità, ma questa è totale mancanza di rispetto per la vita umana.

domenica 1 gennaio 2012

Buoni propositi

Ed eccoci qui. E' iniziato un nuovo anno. Qualcuno, seguendo la profezia dei Maya, dice che sia l'ultimo. Io no. Io non ci credo alle profezie. Sono sempre stata come San Tommaso, che non ci crede finchè non ci mette il naso. Quindi a tutte queste stronzate crederò solo quando si avvereranno. E comunque, se vogliamo essere precisi, i Maya hanno detto che finirà un'era, non che finirà il mondo. A questo voglio credere. Voglio sperare che inizi un'era migliore.
Allora, li avete fatti i buoni propositi per l'anno nuovo? Ogni anno si fanno. Elenchi di cose da dire, da fare, da migliorare che poi vengono dimenticati subito dopo essere stati scritti o pensati. Quest'anno voglio proporvene qualcuno io, anche se più che propositi sono auguri.
Vi auguro di smettere di mentire. Agli altri e soprattutto a voi stessi. Smettete di raccontarvi bugie da soli, di convincervi che la vostra vita va bene così e non si può far niente per cambiarla.
Vi auguro di inseguire i vostri sogni. Sogni realizzabili, ovviamente. Che siano trovare l'amore o fare un viaggio in un posto che volete vedere, vi auguro di riuscire a realizzarli.
Vi auguro di pensare meno alle conseguenze, almeno ogni tanto. Spesso si vive nel dubbio, pieni di "ma" e di "se". Fate qualcosa senza pensare troppo. Vi sentirete sicuramente meglio.
Vi auguro di passare più tempo con le persone che amate e che vi fanno stare bene. E vi auguro di avere il coraggio di rifiutare le compagnie sgradite. Il mondo fa già schifo di suo, almeno gli amici sceglieteveli come piacciono a voi.
Vi auguro di riuscire a mettere la passione in tutto quello che fate. Dal lavare i piatti al fare sesso. Metteteci l'anima. Vi riuscirà sicuramente tutto meglio.
Infine vi auguro di essere felici. Sempre. Vi auguro di riuscire ad affrontare le difficoltà con il sorriso sulle labbra. E vi auguro, se non l'avete già trovata, di trovare la persona che vi rende davvero felice. La persona che vi strappa un sorriso anche quando tutto fa schifo.
Buon anno a tutti.