sabato 26 febbraio 2011

Complimenti per la pubblicità!

Una volta si usava fare i complimenti per la trasmissione quando si telefonava alla radio. Oggi voglio fare i complimenti ai geni che hanno partorito certe pubblicità.
La pubblicità delle torte della Cameo. Due teneri fidanzatini che preparano ognuno una torta diversa per la loro cenetta a lume di candela. E fin qui ci sta. Mi piace anche l'idea fantasiosa di lui che le chiede di sposarla scrivendolo sulla torta con lo zucchero a velo. Molto tenero e soprattutto molto dolce. Ma lei? Lei a quel punto mostra la sua torta sulla quale c'è scritto "Si!". Tesoro. Gioia. Come diavolo facevi a sapere cosa c'era scritto sulla torta del tuo boy? Hai la sfera di cristallo a posto dell'abat-jour sul comodino? Sei una sensitiva? Ok che "le donne lo sanno, c'è poco da fare" come dice Liga, ma qui stiamo esagerando.
Sempre di donne si parla (ovviamente) nella pubblicità dell'assorbente Lines è. Ci troviamo in un laboratorio che sembra un'astronave aliena con donne vestite totalmente di bianco come le inservienti della casa di riposo. Il sottofondo musicale è gentilmente offerto da una tipa che non si capisce se è balbuziente o stupida. La tipa in questione emette un unico suono ripetuto troppe volte: è. Ma è-è-è-è-è cosa? Cosa vuoi dire? Compra una consonante e cerca di formulare una parola di senso compiuto. Mentre la tipa prosegue i suoi tentativi di comunicare (che sia aliena come l'astronave?), le donne-scienziate vestite da inservienti e pettinate tutte uguali mostrano il prodigio dell'assorbente in lactiflex. Cosa vuol dire lactiflex? Lattice flessibile? Perchè, il lattice non è già abbastanza flessibile? Va beh, deve essere un materiale pregiato dato che quegli assorbenti costano il doppio degli altri. Ma ciò che mi sconvolge è il finale: "Lines è, creato dalle donne per te". Un minuto di silenzio per questa rivelazione. Voi mi state dicendo tra le righe che prima gli assorbenti li "creavano" (notare il verbo che rimanda alla Creazione divina) gli uomini? Non per essere sessista, ma se c'è una cosa che gli uomini non hanno mai troppo chiara è il funzionamento di noi donne e del nostro ciclo. Spero di aver capito male il significato nascosto di quella frase.
Eh si, meno male che c'è la pubblicità a intrattenerci perchè in certi momenti è il meglio che offre la tv..

martedì 22 febbraio 2011

Gli amici di Silvio

Avete presente quando i genitori dicono ai loro figli di evitare le cattive compagnie? Ecco, probabilmente al buon Silvio nessuno l'ha mai detto. Tralasciando le sue amicizie femminili di dubbia provenienza, vogliamo parlare dei Capi di Stato con cui ha avuto più rapporti?
Di certo non è nelle grazie della Regina d'Inghilterra che l'ha anche rimproverato durante la sua visita a Buckingham Palace perchè stava schiamazzando per chiamare "Mr Obama". E forse neanche Mr Obama (come lo chiama lui) avrà gradito la battutina sulla sua "abbronzatura". No, il Silvio ha ben altre amicizie. Lui era amico di Bush. Bush il guerrafondaio. Poi era amico di Mubarack. Mubarack lo zio di Ruby. Ma scusate, se Mubarack è egiziano e Ruby marocchina, come fanno a essere parenti?! Non dimentichiamo l'amicizia con Putin. Putin il comunista. Ma non era il Silvio quello che odiava i comunisti?! E poi, dulcis in fundo, lui è amico di Gheddafi. Gheddafi il clown. Ma l'avete visto come si concia per andare in giro?
Vi ricordate quando il buon Gheddafi è venuto in Italia? Un circo. I cavalli che spargevano letame per le strade di Roma, lui che insegnava il Corano alle ragazze, le ragazze che si convertivano. Uno show. Gheddafi Italian Show. Vi ricordo che il Rais, proprio durante la sua visita, ha dichiarato: "Da noi in Libia le donne sono più rispettate che in Occidente e negli Stati Uniti". Adesso non esageriamo. Sono io la prima ad ammettere che c'è ancora molto da fare prima che le donne vengano trattate in modo giusto in tutto il mondo, Occidente compreso, ma che i libici e i musulmani in generale abbiano così tanto rispetto della donna non mi sembra. E' rispetto mandare tua moglie coperta dalla testa ai piedi con il burqua? E' rispetto punire l'adulterio della moglie, ma consentire al marito di avere più di una donna?
In ogni caso il grande rispetto che Gheddafi prova nei confronti del genere umano lo sta dimostrando proprio in queste ore. Ognuno il rispetto lo dimostra a modo suo, no? Beh, lui lo dimostra con gli aerei che bombardano la popolazione. Uomini, donne, bambini, vecchi, giovani, per lui sono tutti uguali. Infatti chiunque può essere colpito da una bomba. Se non è parità dei diritti questa!
Ancora una volta ringraziamo il Silvio per le sue amicizie. Grazie alla sua amicizia con Gheddafi, la Libia ha potuto investire in diverse aziende italiane (tra cui Unicredit, FIAT e Eni) e così ieri la borsa italiana è andata giù. Ovviamente molto più giù di tutte le altre borse europee. Ancora una volta possiamo dire "Grazie Silvio".

lunedì 21 febbraio 2011

Il paese dei perditempo

Tutti sanno che noi italiani siamo campioni nel perdere tempo a causa della burocrazia. Ovviamente abbiamo imparato a convivere con queste perdite di tempo e non ci arrabbiamo quasi più. Quando abbiamo bisogno di un documento, di un permesso o di qualsiasi altra cosa ci armiamo di pazienza e cerchiamo di non lasciarci prendere dal nervoso. Ma se riusciamo a pazientare per avere la residenza o per rifare la carta d'identità, cosa diciamo se a perdere del tempo è il medico che deve gestire il nostro infarto?
Normalmente, quando un poveretto ha un attacco di cuore, si chiama il 118. Sull'ambulanza il medico e l'infermiere fanno l'elettrocardiogramma, diagnosticano l'infarto e iniziano la cura, mentre l'ambulanza si dirige nel centro specializzato più vicino. Nei posti più avanzati (ad esempio la Sardegna), l'elettrocardiogramma viene addirittura inviato via radio all'ospedale che riceverà il paziente per permettere ai medici competenti di prepararsi e per evitare al malato di passare dall'accettazione del pronto soccorso.
La novità è che nella provincia di Alessandria (e non so in quali altri posti, dato che la notizia arriva dalle pagine della cronaca locale della Stampa) ora si dovrebbe procedere diversamente. Una volta che l'infartuato è arrivato sull'ambulanza e gli è stato fatto l'elettrocardiogramma per diagnosticargli l'infarto, il medico e l'infermiere devono sospendere qualsiasi trattamento per compilare una cartella di 33 pagine contenente 69 domande. Questa cartella deve poi essere inviata insieme all'elettrocardiogramma a un centro, dove un cardiologo esaminando il tutto indica all'ambulanza in che ospedale andare. I medici del 118, ovviamente, sono insorti e si rifiutano di attivare questa procedura.
Non metto in dubbio che la mente eccelsa che ha ideato questa procedura fosse armata delle migliori intenzioni e non metto in dubbio che a livello teorico questo metodo dovrebbe abbassare i costi e migliorare il servizio fornito. Il problema è che durante un infarto il tempo è prezioso. Ogni minuto che passa una piccola parte di cuore muore per l'assenza di ossigeno e il muscolo cardiaco non si rigenera. Questo significa che, mentre il medico sta compilando le 69 utilissime domande, il malcapitato potrebbe subire dei danni permanenti al cuore o addirittura lasciarci le penne. L'unica cosa che posso ancora dire è che spero che questo sistema venga migliorato il prima possibile.

sabato 19 febbraio 2011

Tra gioco e realtà

Tempo di reality show. Ridiamo per non piangere. L'unico reality che ho visto qualche volta è il Grande Fratello. Non sono una fan sfegatata di questo programma, però il lunedì spesso ne guardo un pezzo aspettando la Gialappa's. Quando vedo i concorrenti del GF mi sembra sempre di vedere degli animali in gabbia. Secondo me si potrebbero fare degli studi psico-socio-antropologici su questi soggetti.
La prima cosa che mi sconvolge di questi personaggi sono le motivazioni che portano delle persone apparentemente sane di mente a chiudersi in una casa con degli sconosciuti per mesi interi. Sarò strana io, ma se mi chiudete in una casa con degli sconosciuti e mi togliete i libri, il computer, la tv e i giornali, io sclero dopo una settimana e uccido qualcuno. E invece queste persone vivono lì, ignari di cosa succede nel mondo per mesi e mesi.
Poi ci sono i genitori. Genitori fieri dei loro bambini (perchè per mamma e papà rimaniamo sempre bambini). Tua figlia gira mezza nuda in una casa piena di sconosciuti e di telecamere che le permettono di mostrare la mercanzia a tutta Italia, l'ha già data a tutti i maschi del gruppo e anche a qualche ragazza, non sa mettere due parole in fila in italiano corretto, urla come una pescivendola e ha un lessico degno di uno scaricatore di porto e tu? Tu cosa le dici? "Vieni via di lì, smettila di fare figure di merda davanti a tutta Italia e non fare la zoccola con gli sconosciuti"? Ma certo che no! Le dici "Brava tesoro! Sono fiero di te! Sei la figlia che tutti vorrebbero avere! Io e mamma ti guardiamo giorno e notte!". Ecco, forse stare giorno e notte davanti alla tv senza dormire vi ha provocato qualche problema nella percezione della realtà.
E vogliamo parlare del lessico utilizzato dai concorrenti del GF? Innanzi tutto un minuto di silenzio per tutti i modi e i tempi verbali (in primis il congiuntivo) caduti in battaglia all'interno della casa. Ma tralasciamo i verbi che, si sa, sono out al giorno d'oggi. Parliamo degli aggettivi. Sinceramente non so quanti siano tutti gli aggettivi della lingua italiana, ma direi che sono tanti. Certo, non li usiamo tutti, ma ce n'è per tutti i gusti: volgari, forbiti, con accezione positiva, con accezione negativa, comuni, inusuali. Ma i nostri compatrioti che si rinchiudono nella casa del Big Brother usano solo i seguenti: bimbo/a (che non è neanche un aggettivo), invidioso/a, cretino/a, arrogante e poi, dulcis in fundo, la coppia di aggettivi più usata in assoluto: vero e falso. Allora, cari ragazzi, di solito vero/falso è riferito alle affermazioni, ai soldi, ai materiali (ad esempio "vera pelle"), eccetera. Le persone sono sincere, bugiarde o ipocrite, non sono vere e false. L'unica "persona" a cui è stato attribuito l'aggettivo "vero" è Pinocchio, il quale voleva appunto diventare un "bambino vero". Per favore, vi supplico, imparate dei nuovi aggettivi! Ve lo regalo io un dizionario, ok?
Last but not least, vorrei spendere due parole sullo scopo del gioco. Quando andavo in oratorio mi hanno insegnato che per spiegare un gioco ai bambini la prima cosa che devi fare è dire "lo scopo del gioco è..." perchè così capiscono subito cosa devono fare. Forse ai concorrenti del GF, però, non hanno spiegato bene lo scopo del gioco. Avete mai visto le scene da tragedia greca che fanno tutti quanti quando qualcuno viene eliminato? Tutti in lacrime che abbracciano il malcapitato come se dovesse partire per l'Iraq o come se fosse stato condannato alla sedia elettrica. Allora, mettiamo in chiaro due concetti. Primo, il concorrente che esce andrà in giro per discoteche a divertirsi facendosi pagare tantissimo per stare 15 minuti scarsi nel locale. Secondo, lo scopo del gioco è rimanere nella casa fino alla fine e vincere il premio in denaro previsto. Stabilito questo, quando uno esce gli altri dovrebbero stappare lo spumante ed esultare perchè c'è un ostacolo in meno alla loro vittoria. E invece no! Piangono e lo abbracciano. Mah! E' come se i calciatori si mettessero a piangere quando la squadra avversaria perde.
Vi lascio con una perla di saggezza. Un giorno una concorrente ha dichiarato "Gli altri stanno giocando, ma io no! Questo per me non è un gioco, è la mia vita!" Gioia, mi sa che non hai capito una cosa: si chiama "reality show" perchè al suo interno non ci sono attori o cabarettisti, ma delle persone normali (che comunque recitano e si vede!), ma questo non significa che quella sia la tua vita perchè resta comunque un gioco. Un gioco stupido, ma pur sempre un gioco.

venerdì 18 febbraio 2011

Donne..du du du..

Noi donne non siamo tutte uguali. Non siamo uguali nell'aspetto e tanto meno per il carattere. Però ci sono donne che attirano l'attenzione dell'opinione pubblica e fanno pensare a certi uomini che noi donne siamo tutte così. Non siamo tutte così. Non siamo tutte disposte ad andare con un ultra-settantenne per soldi. Non siamo tutte disposte a posare nude per un calendario. Non siamo tutte belle e non siamo tutte oche.
La settimana scorsa un simpatico 70enne di Arcore è stato intervistato all'uscita dalla Messa della domenica da un'inviata di Annozero. L'inviata in questione era una giovane donna attorno ai 25 anni di bell'aspetto e ha intervistato il simpatico 70enne chiedendogli un parere sulle vicende del nostro amato Premier. Questo signore le ha risposte che si, lui lo invidia il Silvio che pur essendo un suo coetaneo può permettersi di andare a letto con delle ragazze di 20 anni. Poi ha aggiunto che se anche lui avesse tutti quei soldi pagherebbe delle giovani ragazze per portarsele a letto. L'inviata era basita e gli ha detto "Ma come?? Le sembra giusto?? Una 20enne con un uomo di più di 70 anni??". Il simpaticone le ha risposto "Certo! Perchè, lei non lo farebbe per soldi?" e quando lei gli ha detto "Assolutamente no!" lui ha ribattuto "Si, dicono tutte così, però poi..".
Ecco. Quel simpatico nonnetto deve ringraziare il fatto che questa cosa non l'ha detta a una irascibile come la sottoscritta perchè io gli avrei spaccato il microfono sulla testa. Ma come ti permetti? Dai della puttana a una donna senza neanche conoscerla solo perchè "dicono tutte così"? Ma tutte chi? Solo perchè una manciata di oche partecipa ai festini del Premier non significa che tutte le donne italiane siano così. Ci sono donne che hanno ancora un po' di dignità.
Il problema è che il mondo è ancora troppo maschilista. Le donne non sanno guidare, le donne non possono saper pilotare un aereo dato che già hanno dei problemi con una macchina, le donne non hanno la stoffa per fare certi lavori, le donne qui, le donne là. E basta! Smettiamola! Ci sono donne che sanno guidare e donne che non ne sono capaci. Ci sono donne che pilotano i caccia e donne che guidano i pullman. Ci sono donne che la danno via come niente e donne che non te la danno neanche se piangi in greco. Ci sono donne che salvano le vite umane e donne che vanno in guerra.
Invece di scendere in piazza, dovremmo provare un giorno a scioperare. Tutte, dalla prima all'ultima. Dalla casalinga alla prostituta, dal medico alla giornalista, dalla maestra alla panettiera, dalla colf alla benzinaia, dall'infermiera alla tassista. Così magari certi uomini si accorgeranno che se il mondo va avanti è anche merito nostro e che non siamo solo degli oggetti creati per sfogare i loro desideri sessuali e per attirare la loro attenzione sui cartelloni pubblicitari.

giovedì 17 febbraio 2011

Sacrifici..e che sacrifici!

Qualche giorno fa "qualcuno" ha dichiarato: "Sono un ricco signore che potrebbe dedicare la sua vita a costruire ospedali per bambini nel mondo e invece mi sacrifico per il Paese". Perfetto. Analizziamo la frase. Ricco lo è di sicuro, siamo tutti d'accordo? Benissimo. Ed è anche un signore. Ma veniamo alla seconda parte. Vorrei che qualcuno mi spiegasse due cose.
Punto A. Dato che ormai questo "qualcuno" ha una certa età di sicuro nessuno pretende che lui si metta la bandana in testa (ve lo ricordate com'era carino con la bandana?) e vada in Africa a fare il muratore per costruire ospedali. Quindi dovrebbe semplicemente firmare degli assegni e pagare qualcuno che vada a costruire materialmente questi benedetti ospedali. Cosa glielo impedisce? Se ha tempo per i festini ha tempo anche per firmare degli assegni, no?
Punto B. Esattamente chi gli ha chiesto di sacrificarsi per il Paese? Poi chissà che sacrificio! Con quello che prende di stipendio!
Io mi sento in dovere di dare un consiglio a questo "qualcuno". Perchè non ti dimetti e ti dedichi di giorno a costruire ospedali e di notte al Bunga Bunga? In fondo sappiamo che ti piace aiutare le persone in difficoltà.  Ti assicuro che nessuno ti infastidirà più per questioni di moralità e di abuso di potere, a patto che tu non vada a letto con le minorenni, perchè quello è reato per tutti, politici e non. Un'ultima cosa: i bambini (soprattutto quelli malati) non li nominare più, non mi sembra il caso.

Benvenuti!

E così ho deciso di aprire un blog. Ne avevo uno in passato, ma era diventato troppo personale e l'ho abbandonato. Quali sono gli scopi di questo piccolo angolo di web? Non voglio parlarvi dei fatti miei (se non come spunto per qualcosa di più generale), nè diventare la fonte di una qualche verità rivelata. Con questo piccolo blog voglio solo poter dire la mia, su fatti di attualità e non, nel rispetto dell'opinione altrui. Non pretendo che tutti siano d'accordo con me, ma pretendo che le persone rispettino la mia opinione come io rispetto la loro, quindi se non vi piace come e cosa scrivo chiudete la pagina e basta. Grazie.