sabato 19 febbraio 2011

Tra gioco e realtà

Tempo di reality show. Ridiamo per non piangere. L'unico reality che ho visto qualche volta è il Grande Fratello. Non sono una fan sfegatata di questo programma, però il lunedì spesso ne guardo un pezzo aspettando la Gialappa's. Quando vedo i concorrenti del GF mi sembra sempre di vedere degli animali in gabbia. Secondo me si potrebbero fare degli studi psico-socio-antropologici su questi soggetti.
La prima cosa che mi sconvolge di questi personaggi sono le motivazioni che portano delle persone apparentemente sane di mente a chiudersi in una casa con degli sconosciuti per mesi interi. Sarò strana io, ma se mi chiudete in una casa con degli sconosciuti e mi togliete i libri, il computer, la tv e i giornali, io sclero dopo una settimana e uccido qualcuno. E invece queste persone vivono lì, ignari di cosa succede nel mondo per mesi e mesi.
Poi ci sono i genitori. Genitori fieri dei loro bambini (perchè per mamma e papà rimaniamo sempre bambini). Tua figlia gira mezza nuda in una casa piena di sconosciuti e di telecamere che le permettono di mostrare la mercanzia a tutta Italia, l'ha già data a tutti i maschi del gruppo e anche a qualche ragazza, non sa mettere due parole in fila in italiano corretto, urla come una pescivendola e ha un lessico degno di uno scaricatore di porto e tu? Tu cosa le dici? "Vieni via di lì, smettila di fare figure di merda davanti a tutta Italia e non fare la zoccola con gli sconosciuti"? Ma certo che no! Le dici "Brava tesoro! Sono fiero di te! Sei la figlia che tutti vorrebbero avere! Io e mamma ti guardiamo giorno e notte!". Ecco, forse stare giorno e notte davanti alla tv senza dormire vi ha provocato qualche problema nella percezione della realtà.
E vogliamo parlare del lessico utilizzato dai concorrenti del GF? Innanzi tutto un minuto di silenzio per tutti i modi e i tempi verbali (in primis il congiuntivo) caduti in battaglia all'interno della casa. Ma tralasciamo i verbi che, si sa, sono out al giorno d'oggi. Parliamo degli aggettivi. Sinceramente non so quanti siano tutti gli aggettivi della lingua italiana, ma direi che sono tanti. Certo, non li usiamo tutti, ma ce n'è per tutti i gusti: volgari, forbiti, con accezione positiva, con accezione negativa, comuni, inusuali. Ma i nostri compatrioti che si rinchiudono nella casa del Big Brother usano solo i seguenti: bimbo/a (che non è neanche un aggettivo), invidioso/a, cretino/a, arrogante e poi, dulcis in fundo, la coppia di aggettivi più usata in assoluto: vero e falso. Allora, cari ragazzi, di solito vero/falso è riferito alle affermazioni, ai soldi, ai materiali (ad esempio "vera pelle"), eccetera. Le persone sono sincere, bugiarde o ipocrite, non sono vere e false. L'unica "persona" a cui è stato attribuito l'aggettivo "vero" è Pinocchio, il quale voleva appunto diventare un "bambino vero". Per favore, vi supplico, imparate dei nuovi aggettivi! Ve lo regalo io un dizionario, ok?
Last but not least, vorrei spendere due parole sullo scopo del gioco. Quando andavo in oratorio mi hanno insegnato che per spiegare un gioco ai bambini la prima cosa che devi fare è dire "lo scopo del gioco è..." perchè così capiscono subito cosa devono fare. Forse ai concorrenti del GF, però, non hanno spiegato bene lo scopo del gioco. Avete mai visto le scene da tragedia greca che fanno tutti quanti quando qualcuno viene eliminato? Tutti in lacrime che abbracciano il malcapitato come se dovesse partire per l'Iraq o come se fosse stato condannato alla sedia elettrica. Allora, mettiamo in chiaro due concetti. Primo, il concorrente che esce andrà in giro per discoteche a divertirsi facendosi pagare tantissimo per stare 15 minuti scarsi nel locale. Secondo, lo scopo del gioco è rimanere nella casa fino alla fine e vincere il premio in denaro previsto. Stabilito questo, quando uno esce gli altri dovrebbero stappare lo spumante ed esultare perchè c'è un ostacolo in meno alla loro vittoria. E invece no! Piangono e lo abbracciano. Mah! E' come se i calciatori si mettessero a piangere quando la squadra avversaria perde.
Vi lascio con una perla di saggezza. Un giorno una concorrente ha dichiarato "Gli altri stanno giocando, ma io no! Questo per me non è un gioco, è la mia vita!" Gioia, mi sa che non hai capito una cosa: si chiama "reality show" perchè al suo interno non ci sono attori o cabarettisti, ma delle persone normali (che comunque recitano e si vede!), ma questo non significa che quella sia la tua vita perchè resta comunque un gioco. Un gioco stupido, ma pur sempre un gioco.

1 commento:

  1. Che il quoziente di intelligenza dei concorrenti del grande f(Grande Fratello per me è solo quello di 1984, che per questo programma è stato ridotto a un meschino guardone impotente) fosse basso lo si sapeva da un po', purtroppo o per fortuna non vedrai mai un professore universitario o un ricercatore partecipare a uno spettacolo del genere per molteplici motivi, primo fra tutti il fatto che chi ha una cultura di solito aspira a diventare famoso per motivi differenti dall'essere ripreso mentre sta cagando o mentre sventola le poppe all'aria; un altro motivo è che se ci fosse un reality pieno di persone che discutono delle teorie di Democrito o dei nuovi risultati dell' LHC probabilmente a guardarlo non rimarrebbe nessuno ed ecco che arrivo al punto: le cose stupide vendono di più, ma molto molto di più! Oramai la TV ha perso il suo scopo di mezzo di informazione da molti anni e non ha più senso guardarla salvo per poche eccezioni(come del resto faccio io da parecchi anni ormai).
    Per concludere vorrei portare alla tua attenzione, se già non l'hai visto, un nuovo spettacolo che mi è capitato di vedere in pubblicità, credo si chiami "Il contratto", in cui tre "concorrenti" si giocano un contratto a tempo indeterminato in una azienda.
    Finchè si sfrutta l'ignoranza della gente per fare soldi... i concorrenti del GF partecipano per un po' di fama non sapendo fare nulla, ma qui la cosa che mi fa veramente incazzare è che sfrutti la disperazione della gente che vorrebbe solo lavorare decentemente e non può per noi sappiamo che motivi (qualcuno ha detto legge Biagi?)
    Spero di non essermi dilungato troppo!
    Teo

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